La Grave delle Grotte di Castellana, grande voragine carsica illuminata dalla luce che entra dall'apertura in alto
La Grave, Grotte di Castellana — foto: Giorgio Galeotti · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Sotto i campi di ulivi e i muretti a secco della Murgia dei trulli si nasconde uno dei paesaggi sotterranei più spettacolari d'Italia. Le Grotte di Castellana sono un complesso carsico che si sviluppa per oltre tre chilometri sotto la superficie e raggiunge una profondità di circa settanta metri. Per chi soggiorna da queste parti è quasi una tappa obbligata: dalla villa le grotte distano circa 3 km, una distanza così breve che potete inserirle anche in una giornata pigra, magari al mattino, prima di tornare a godervi la campagna.

Una scoperta del 1938

Per secoli gli abitanti della zona conoscevano soltanto la grande voragine che si apriva nella campagna, e la consideravano un luogo da evitare, legato a leggende e paure. Tutto cambiò il 23 gennaio 1938, quando lo speleologo Franco Anelli, durante una campagna di ricerca nella Murgia sud-orientale, si calò nella voragine e scoprì che oltre il fondo si apriva un sistema di caverne e gallerie. Le esplorazioni proseguirono negli anni successivi e portarono, circa due anni dopo, alla scoperta della parte più celebre di tutto il complesso: la Grotta Bianca.

La scoperta cambiò la storia del paese, che nel 1950 aggiunse al proprio nome la parola "Grotte", diventando ufficialmente Castellana Grotte. Da allora le grotte sono state set cinematografico, laboratorio di ricerca e meta di milioni di visitatori.

La Grave, dove tutto comincia

La visita inizia dalla Grave, l'enorme cavità che rappresenta l'unico accesso naturale al sistema. È una voragine profonda circa sessanta metri, con un'apertura sul cielo da cui la luce del giorno scende obliqua, illuminando le pareti stratificate e la vegetazione che si aggrappa ai bordi. Stare sul fondo e guardare in alto è un'esperienza che difficilmente si dimentica: si percepisce la scala del lavoro dell'acqua sul calcare, millennio dopo millennio.

Dalla Grave si scende nelle gallerie e si incontrano ambienti dai nomi evocativi, scelti dai primi esploratori per le forme delle concrezioni: la Lupa, la Caverna dei Monumenti, la Caverna della Civetta, la Caverna della Fonte, il Corridoio del Deserto, con le sue pareti color ocra, e formazioni che ricordano il Duomo di Milano o la Torre di Pisa. Stalattiti, stalagmiti, colonne, drappeggi sottilissimi e traslucidi: ogni sala ha una personalità diversa.

La Grotta Bianca

Il punto più alto, in tutti i sensi, è la Grotta Bianca. Qui le concrezioni di calcite sono di un bianco candido, quasi alabastrino, e brillano sotto le luci con un effetto che ha fatto parlare di una delle grotte più belle del mondo. Si vedono stalattiti eccentriche, che crescono in direzioni imprevedibili sfidando la gravità, e cristalli che sembrano neve. È anche il punto più lontano dall'ingresso, e raggiungerlo dà davvero la sensazione di essere arrivati nel cuore della montagna.

Le grotte sono anche un ambiente vivo: vi abitano diverse specie di pipistrelli e piccoli invertebrati adattati al buio, studiati dai biospeleologi.

I percorsi di visita

Le visite sono guidate e si svolgono lungo camminamenti attrezzati, adatti a tutte le età. Di norma sono previsti due itinerari:

  • Percorso breve: circa un chilometro, dalla Grave alle prime grandi caverne. È la scelta giusta se avete bambini piccoli o poco tempo.
  • Percorso completo: circa tre chilometri, fino alla Grotta Bianca. Richiede più tempo e un po' di passo, ma vale ogni minuto.

Accanto alle visite classiche, il complesso propone esperienze tematiche, lo Speleo Museo dedicato a Franco Anelli e uno spettacolo sotterraneo ispirato all'Inferno di Dante, Hell in the Cave, che da anni porta acrobati e musica nella cornice della Grave. C'è anche un osservatorio astronomico. Programmi, lingue delle visite, orari e biglietti cambiano con le stagioni: consultate sempre il sito ufficiale delle Grotte di Castellana prima di partire.

Da sapere: all'interno la temperatura resta intorno ai 16 gradi tutto l'anno, anche ad agosto. Portate una felpa leggera e scarpe comode con suola che non scivoli: il fondo può essere umido.

Consigli pratici per la visita

In alta stagione conviene prenotare in anticipo, soprattutto per il percorso completo e per le visite in lingua straniera. Le ore centrali di una giornata d'estate sono perfette per stare sottoterra: mentre fuori il sole picchia, voi camminate al fresco. In inverno, invece, le grotte sono un'ottima alternativa nelle giornate di pioggia. Fotografare è un piacere, ma ricordate che le regole sull'uso di flash e dispositivi possono variare: chiedete alle guide.

Dopo la visita potete fare due passi nel centro di Castellana Grotte, che merita più di una sosta veloce. E quando vorrete tornare alla quiete, Villa Lidia vi aspetta a pochi minuti di strada, con la sua piscina di acqua salata e gli ulivi secolari: il modo migliore per chiudere una mattinata passata nel ventre della terra.

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